“I am a deejay, I am what I play” David Bowie, D.J.
Ogni lista ha dentro una vita, una storia: evoluzioni, contraddizioni, schizofrenie. Ci sono emozioni, dentro queste liste.
Radiohead | Fake Plastic Trees
(The Bends, 1995)
Per un po’ sembra una gran ballata di chitarra, del tipo che i Radiohead facevano allora. Ma poco a poco affiorano suoni piú eterei ed elettronici, discretamente, come un post-it attaccato al frigorifero che dice: occhio che è qui che stiamo andando.
Belle & Sebastian | Don’t Leave the Light On, Baby
Public Image Limited | This Is Not A Love Song
(This Is What You Want… This Is What You Get, 1983)
I P.I.L. se li inventó John Lydon a Sex Pistols morti. Questo fu il loro singolo piú venduto, ancora punkeggiante eppure con un riff e un tormentone appiccicosissimi. Il titolo cita evidentemente l’analoga idea di René Magritte, “Ceci n’est pas une pipe”.
David Sylvian & Ryuichi Sakamoto | Forbidden Colours
(Merry Christmas, Mr Lawrence, 1983)
Sakamoto è un altro mito dell’inventiva musicale contemporanea, e ne ha fatte moltissime senza andare mai a cercare facili successi. La sua cosa piú popolare fu la stupenda canzone del film Furyo. La canzone la cantava David Sylvian, giá dei Japan: l’avevano scritta assieme.
Art of Noise | Moments In Love
(Into Battle with the Art of Noise, 1983)
Gli Art of Noise furono una bislacca e rivoluzionaria invenzione del produttore Trevor Horn. Elettronica e computer al servizio della melodia e di un progetto cultural-musicale un po’ presuntuoso. Litigarono e si divisero presto, ma lasciarono questa cosa leggendaria, usata in mille spot, eventi e occasioni buone.
Brian Eno | By This River
(Before And After Science, 1977)
Brian Eno passa per l’inventore della “ambient music”, ma è mille altre cose, una specie di guru della musica degli ultimi quarant’anni (a cominciare dai Roxy Music). Questo brano è una balllata eterea, che guadagnó celebritá quando Nanni Moretti la usò un una scena di La stanza del figlio.
Portishead | Glory Box
(Dummy, 1994)
Roba che non si era mai ascoltata, all’epoca: poi divenne luogo comune de; “sentimolo strano”, ma è ancora emozionante. Stessa base del coevo e vicino di casa Tricky in “Hell is round the corner”, che veniva da una vecchia cosa di Isaac Hayes.
Beta Band | Dry The Rain
(The Three EP’s, 1998)
C’è questa scena in Alta Fedeltá, in cui il protagonista che ha un negozio di dischi dice a un amico “sta’ a vedere come si vende un disco”: il negozio è affollato e lui mette su una canzone. Tutti a poco a poco cominciano a muoversi e a seguire la musica e poi ciascun cliente si avvicina e chiede cos’è. Era questo brano dei Beta Band, gruppo rock di culto e nicchia: una via di mezzo tra le musiche dei cartoni animati e i vecchi Pink Floyd, a dirla grossa.
Mercury Rev | Holes
(Deserter’s Songs, 1998)
Una cosa celestiale, angelica, lo hanno chiamato anche “dream pop”.
Pink Floyd | Us and Them
(The Dark Side Of The Moon, 1973)
Noi e loro, i buoni e i cattivi, lo scontro di civiltá, la riga in mezzo: era tutto giá detto, in quest’altra cosa unica e leggendaria da The Dark Side Of The Moon.
Pink Floyd | Wish You Were Here
(Wish You Were Here, 1975)
Una storia, smentita dallo stesso Gilmour, vuole che lui abbia smesso di fumare dopo aver sentito il colpo di tosse che gli era sfuggito al 44mo secondo della canzone.
La canzone è un capolavoro vero, ma questo lo sanno anche i sassi.
Pink Floyd | Comfortably Numb
(The Wall, 1979)
Nella tensione di The Wall, spartita tra ansie e disperazioni, questo brano offre uno dei rari momenti di sollievo, seppure illusorio: “there is no pain you are receding …”. In realtá Gilmour era strafatto e sedato, quando la scrisse. Poi peró spiegarono che era invece una memoria infantile di quando si è malati e intontiti e che si riferiva a un senso di alienazione tra la band e il pubblico.
The Smiths | Ask
(The World Won’t Listen, 1987)
Spending warm summer days indoors
Writing frightening verse
To a buck-toothed girl in Luxembourg…
The Smiths | There is a light that never goes out
(The Queen is Dead, 1986)
Non si sa perché, ‘There is a light that never goes out’ è la canzone più amata dai fan degli Smiths. Forse perché è bellissima, piú di ogni altra. ‘E se stasera un autobus a due piani ci venisse addosso, morire accanto a te sarebbe un modo meraviglioso di morire’. Anche no.